Egitto: assalto ai manifestanti anti-Morsi

Manifestanti anti-Morsi (fonte: Al Jazeera)

Manifestanti anti-Morsi (fonte: Al Jazeera)

I manifestanti anti-Morsi da ormai un mese sono assiepati all’interno di una delle piazze simbolo della Rivoluzione Araba: Piazza Tahrir. Nella notte alcuni assalitori non ancora identificati avrebbero lanciato alcune molotov sulle tende degli oppositori del presidente. Secondo Al Jazeera non si tratterebbe nemmeno del primo episodio di questo tipo: 10 morti durante gli scontri del 5 dicembre e un attivista colpito con arma da fuoco qualche settimana più tardi.

E’ Al Jazeera a diffondere la notizia. Morsi avrebbe abbandonato il palazzo prima dell’attacco, mentre le forze dell’ordine si muovono per identificare e arrestare i colpevoli. Questa perlomeno la tesi di Al-Ahram, il giornale di stato egiziano. La mobilitazione contro l’approvazione di una costituzione filo-islamica ha ormai attirato l’attenzione del presidente, secondo la più probabile ipotesi dell’attacco ai manifestanti. Non è da escludere comunque che l’atto venga da altri soggetti della transizione a Il Cairo, perché l’instabilità potrebbe essere utile agli interessi di molti.

Quei 14 feriti sono un potente messaggio, che può significare l’intimidazione di un regime nascente, ma anche l’idea che di Morsi non si può fidare e che il suo governo si è ormai rivoltato contro il popolo stesso. Sull’altro fronte appena 30 assalitori possono simbolizzare non solo un episodio spiacevole ma una chiara immagine per il futuro.

Quel fuoco tra le tende è quindi un frammento, ma che parla chiaro al paese: è il simbolo delle sue contraddizioni e del suo malessere. Se l’Egitto non riuscirà ad individuare un fondamento sano sul quale costruire un nuovo progetto, la rivoluzione finirà per crollare su se stessa, come già sta facendo. Inutile poi dire che il mondo non starà a guardare, perché in gioco non c’è solo Il Cairo, ma anche il canale di Suez. Se gli egiziani non sapranno farsi forza a vicenda, gli interessi in gioco finiranno per sopraffare quel poco di buono che si è già fatto. Se la violenza avrà la meglio, allora l’Egitto finirà per essere impoverito, non arricchito dalla sua volontà di cambiamento.

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