Il campo da gioco, terreno fertile per l’antisemitismo

INTRODUZIONE

Ho deciso di scrivere un reportage riguardante l’avanzata dell’antisemitismo in questa Europa stritolata dalla crisi economica che, la Storia ci ha già insegnato, si traduce sempre anche in una crisi dei valori.

In ogni periodo buio nella Storia dell’Uomo, quest’ultimo ha sempre cercato di trovare un capro espiatorio, una categoria di persone, specialmente minoranze, a cui accollare tutte le responsabilità e le negatività di un determinato avvenimento oppure di un ciclo economico recessivo oppure di una guerra persa e così via.
In Europa il capro espiatorio per eccellenza è sempre stato il popolo ebraico, fin dal Medioevo per poi arrivare all’apice dell’intolleranza con l’Olocausto nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nietzsche parlava di Eterno Ritorno e applicandolo alla Storia egli ci dice che essa si ripete ma che soprattutto l’essere umano non impara mai nulla da essa.
A giudicare dalla recrudescenza del fenomeno antisemita nel Vecchio Continente, nonostante da più di sessant’anni esso cerchi di espiare le proprie colpe con la Giornata della Memoria per l’Olocausto e altre iniziative nelle scuole, nei luoghi pubblici e nei luoghi istituzionali, devo proprio presumere che Nietzsche avesse purtroppo ragione.

Aggressione antisemita a Roma nei confronti dei tifosi del Tottenham: violenza tra tifosi o violenza politica?

Tifosi laziali inneggiano al nazismo durante una partita (fonte: brianzapopolare.it)

Tifosi laziali inneggiano al nazismo durante una partita (fonte: brianzapopolare.it)

Volevo iniziare questa mia inchiesta a puntate parlando di una cosa che mi riguarda da vicino essendo Roma la città dove sono nato e dove abito da sempre.
Giovedì 21 Novembre si è tenuta allo Stadio Olimpico una partita del girone eliminatorio di Europa League tra la Lazio, squadra di Roma quindi disputante la partita in casa, e il Tottenham, squadra inglese di Londra che prende il nome dall’omonimo quartiere londinese.
La sera prima, in un pub a Campo de’ Fiori, nel centro della città, il The Drunken Ship, famoso luogo di ritrovo di turisti sia inglesi che americani, diversi tifosi del Tottenham stavano tranquillamente passando la serata tra qualche chiacchiera e qualche boccale di birra.
Improvvisamente dalla strada almeno una quindicina di persone, tutte italiane accerterà la magistratura, assaltano il pub inizialmente con dei sampietrini presi da un vicino cantiere e poi entrano prepotentemente all’interno del locale apostrofando gli avventori inglesi con epiteti del tipo “merde” e “ebrei”.
L’aggressione è anche armata e non si limita solo all’interno del locale; infatti quattro inglesi sono stati presi mentre tentavano la fuga e massacrati di botte in Via dei Cappellari. Negli scontri è stato anche coinvolto un ambulante bengalese che non c’entrava niente con tutto questo.
Alla fine dell’aggressione il bilancio è di dieci tifosi inglesi feriti, di cui uno in gravi condizioni e ricoverato all’ospedale San Camillo dopo aver ricevuto una coltellata alla coscia, la famosa “puncicata”, che gli ha reciso l’arteria femorale.
Il giorno dopo durante la partita dalla Curva Nord, quella che ospita i tifosi biancocelesti, sono stati cantati inni antisemiti come “Juden Tottenham” e srotolati striscioni pro Palestina (personalmente condivido il messaggio, ma non l’ideologia che sta dietro ad esso).

Ma perchè tutto questo odio tra tifoserie?   

Il "The Drunken Ship" devastato dal gruppo neofascista che ha attaccato i tifosi del Tottenham e non solo (fonte: Daily Mirror)

Il “The Drunken Ship” devastato dal gruppo neofascista che ha attaccato i tifosi del Tottenham e non solo (fonte: Daily Mirror)

Se si trattasse solamente di aggressioni tra tifosi non ne scriverei perchè ritengo il tifoso ultras più stupido di un uomo di Cro Magnon, ma siccome c’è qualcosa di molto più politico dietro analizzerò il perchè di questa rivalità tra tifoserie.
La tifoseria laziale più estrema è da sempre riconducibile a frequentazioni di ambienti dell’estrema destra, come testimoniano sia recenti sia meno recenti episodi accorsi in cui sono stati coinvolti esponenti di spicco degli ultras laziali come manifestazioni dell’ultradestra ed altre aggressioni di stampo fascista.
I tifosi del Tottenham vengono definiti in modo dispregiativo “yids” ossia ebrei, nome che loro hanno adottato come nome di battaglia. Inoltre amano esporre come loro vessillo la stella di David, quella a sei punte che potete trovare anche sulla bandiera di Israele.

Questo perchè nel quartiere Tottenham di Londra vive una grande comunità ebraica.
Le indagini svolte dalla polizia italiana hanno potuto riscontrare purtroppo che la rivalità tra tifoserie è solamente superficiale; infatti inizialmente si era parlato di un’aggressione da parte di tifosi laziali contro gli inglesi.
Ma  i primi ad essere arrestati sono stati due tifosi della Roma, uno di 26 anni e l’altro di 27 anni; si sanno anche i nomi ma preferisco non scriverlo.
Nella perquisizione fatta dagli agenti nella casa di uno dei due tifosi sono stati trovati oltre ad armi improprie come mazze, bastoni, spranghe e tirapugni, anche diverse quantità di hashish.
Ed è questo che mi fa più arrabbiare di quello che io chiamo “fascismo da stadio”, cioè l’essere completamente slegato dai reali intenti e dall’ideologia perseguita dai vari movimenti di estrema destra e di portare avanti una diffusa ignoranza sulla reale politica che fu di determinati regimi e un becero razzismo dovuta all’adesione, come pecore nel gregge, a un aggregato da cui altrimenti si sarebbe esclusi.
Ne parlo per esperienza diretta e vedendo conoscenti rovinarsi dietro tutte queste idiozie.
Segnalo anche che nella partita di domenica scorsa tra il Tottenham e il West Ham, due tifoserie storicamente rivali, si sono levati da parte della curva del West Ham cori antisemiti rivolti agli avversari e apologia per l’azione compiuta dai tifosi romani contro gli “yids”.

Uno "yids", tifoso del Tottenham (Fonte: IBTimes.co.uk)

Uno “yids”, tifoso del Tottenham (Fonte: IBTimes.co.uk)

E i media e le istituzioni come hanno reagito?
Il presidente della Lazio Lotito, invece di condannare l’episodio in sè, ha solamente detto che “coloro che hanno compiuto queste azioni non sono tifosi laziali“.
La maggior parte delle istituzioni hanno fermamente condannato l’episodio, denunciando giustamente un crescendo di odio antisemita da parte della società e di un rischio per l’ordine pubblico.
Addirittura il Times, il più prestigioso giornale inglese, ha definito Roma “la città più pericolosa d’Europa“, forse dimenticando i suoi connazionali adolescenti che si divertono ad accoltellarsi tra di loro.
La cosa che più è mancata in Italia è stata una lotta senza quartiere alle forme di fascismo che sono emerse sin da quando crollò il regime fascista e fu redatta la Costituzione nel ’48.
Vedo emergere nelle giovani generazioni una chiara riscoperta in positivo di quella che fu la dittatura e vedo movimenti com Forza Nuova proliferare in quartieri periferici come quello in cui abito io, agitando lo spauracchio dell’ebreo banchiere, dell’immigrato stupratore, spacciatore e che ruba il lavoro a un tuo connazionale, tutto questo facendolo contemporaneamente.

E vedo ragazzi che frequentavo quando ero più piccolo intrappolati in questi movimenti che fanno leva sulla loro ignoranza, sulla loro paura soprattutto e su una crisi che ci fa sentire un pò tutti inadeguati e che li porta a cercare la colpa in altri che non siano loro stessi.
E tutti questi ragazzi frequentano fin da adolescenti le curve degli stadi, con tutto il loro carico di violenza.
Forse per sradicare il fenomeno neo-fascista andrebbe sradicato prima lo strapotere degli ultras.
Ma in fondo al sistema, che questi stessi tifosi dicono di combattere, la formula Panem et Circense è ancora una risorsa da spremere.
Questo è solo l’inizio del mio percorso, nel prossimo articolo tratterò la coalizione di destra che sta governando l’Ungheria e dei suoi dittatoriali e antisemiti risvolti.

Daniele Ciucci AKA Danny Martello

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